È difficile ignorare ciò che sta accadendo con l'argento recentemente. Ciò che mi affascina è quanto pochi stiano interpretando questo movimento attraverso una lente iperinflazionistica. Invece, la narrazione prevalente è che i prezzi siano eccessivi e pronti per una mediazione — un'opinione con cui non sono affatto d'accordo. Il grafico qui sotto serve come un importante promemoria della volatilità estrema che l'oro ha vissuto durante il periodo di Weimar dal 1914 al 1925. Dal punto di vista del comportamento dei prezzi, la somiglianza è difficile da ignorare, nonostante le ovvie differenze nell'attuale ambiente politico ed economico. Lasciatemi essere chiaro: L'argento non sta raggiungendo nuovi massimi perché i minerari stanno investendo capitali in modo sconsiderato o perché l'offerta sta aumentando. In realtà, stiamo vedendo l'opposto. Non ci sono state scoperte significative, nessuna risposta all'offerta significativa, mentre la domanda continua a crescere strutturalmente, tutto mentre una crisi monetaria si costruisce silenziosamente. Questo è il tipo di comportamento dei prezzi tipicamente osservato nei mercati emergenti quando la fiducia nella valuta sta erodendo.