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La volatilità del tasso di crvUSD di @CurveFinance non è un problema di peg. È un problema di dinamiche dei tassi.
Nonostante il forte flusso attraverso i canali di rendimento, il peg è rimasto solido. Il vero problema sono i tassi volatili guidati dai rapidi spostamenti del debito di PegKeeper, non la deviazione del prezzo.
Abbiamo analizzato la causa principale di questa volatilità ed esplorato se i tassi possano essere livellati senza indebolire la difesa del peg guidata dai mutuatari.
Utilizzando dati on-chain e backtest, abbiamo esaminato come i mutuatari rispondono effettivamente a diversi regimi di tasso e testato una proposta per livellare il contributo del debito di PegKeeper utilizzando un EMA.
L'obiettivo: ridurre le oscillazioni di tasso non necessarie garantendo che i tassi raggiungano ancora livelli in cui i mutuatari storicamente agiscono durante le situazioni di stress.
Il risultato è una configurazione pragmatica che migliora significativamente la stabilità dei tassi senza intaccare il ciclo di feedback centrale del sistema.
Dettagli, dati e raccomandazioni qui sotto 👇

2 / Volatilità del tasso crvUSD: come possiamo ridurre la volatilità senza indebolire il peg?
Nonostante i grandi volumi che scorrono attraverso @yieldbasis, il peg di crvUSD ha mantenuto una stabilità notevole — ma i tassi sono stati volatili. Presso LlamaRisk, abbiamo analizzato le cause principali e come smussare i tassi senza compromettere la stabilità del peg.

I tassi di crvUSD sono guidati da due termini:
• deviazione di prezzo
• frazione di debito di PegKeeper
In pratica, il debito di PegKeeper è il principale contributore alla volatilità dei tassi. Quando i PK difendono il peg, i tassi oscillano fortemente.
4 / Proposta: applicare una EMA a pk_debt / total_debt per livellare i tassi.
Il compromesso è esplicito:
• tassi più omogenei e competitivi
• risposta più lenta dei mutuatari → difesa del peg mint-market più debole
5 / Osservando il comportamento reale sono emerse intuizioni molto interessanti:
• I mutuatari aprono principalmente posizioni sotto il ~3,25% APR
• I mutuatari rimborsano principalmente sopra il ~11,25% APR

6 / I backtest mostrano:
• EMA a 21 giorni → tassi molto più fluidi, ma non raggiungono mai i livelli di rimborso attivi
• EMA a 4 giorni → raggiunge bande critiche di rimborso, ma rimane volatile
• EMA a 9 giorni → punto intermedio
Per garantire che i tassi raggiungano ancora le zone storicamente attive dei mutuatari sotto stress, il rate0 deve essere aumentato per riancorare l'intera curva dei tassi.
7 / Raccomandazione
• Iniziare con un EMA a 9 giorni + tasso più elevato (12,24% APR)
Questa configurazione riduce significativamente la volatilità del tasso mantenendo la difesa del peg guidata dai mutuatari, trovando un equilibrio pragmatico tra stabilità e reattività.
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