Brilla come un diamante Immagina questo: un'inferno cosmico così intenso che brilla più di un trilione di soli—questo è Arp 220, la Galassia Infrarossa Ultraluminosa (ULIRG) più vicina alla Terra, che ruggisce a soli 250 milioni di anni luce di distanza nella costellazione dei Serpenti. Questa potente galassia non è una sola—è il violento epilogo di due galassie a spirale che si sono scontrate in una fusione catastrofica iniziata circa 700 milioni di anni fa. La collisione ha scatenato un feroce scoppio di stelle, dando vita a quasi 200 enormi ammassi stellari stipati nel suo nucleo caotico, mentre lanciava code di gas e stelle spettrali verso l'esterno come coriandoli cosmici. Catturata in una straordinaria gloria infrarossa dal Telescopio Spaziale James Webb (utilizzando i suoi strumenti NIRCam e MIRI), l'immagine rivela un cuore abbagliante che brilla con una furiosa formazione stellare—creando quelle caratteristiche punte di diffrazione a sei punte per pura brillantezza. Faint bluastre code di marea si allungano verso l'esterno, tracciando il caos gravitazionale, mentre calde tonalità rosso-arancioni evidenziano molecole organiche e nubi di polvere sparse tra i rottami. Hubble una volta ha scrutato attraverso la polvere per individuare due nuclei galattici a soli 1.200 anni luce di distanza, ciascuno avvolto in anelli rotanti di furiosa nascita stellare. I telescopi radio hanno scoperto circa 100 resti di supernova che esplodono in una piccola zona di 500 anni luce—evidenza di una fabbrica stellare estrema che lavora a ritmi migliaia di volte superiori a quelli della Via Lattea. Gli spettri recenti del JWST sondano persino la chimica shock e una possibile attività nascosta nel nucleo occidentale. Arp 220—catalogata come la 220esima stranezza nell'iconico Atlante delle Galassie Peculiari di Halton Arp del 1966—si erge come il prototipo definitivo di ULIRG: un relitto luminoso della violenza galattica, dove le fusioni accendono esplosioni di stelle che possono rimodellare interi sistemi e forse seminare futuri buchi neri. Alla fine, non è solo una galassia—è una testimonianza ardente del caos cosmico, della distruzione e della spettacolare rinascita. Credito: NASA, ESA, CSA, STScI / Webb Science Team