Alla fine di gennaio 2026, gli astronomi hanno svelato nuove viste mozzafiato dal telescopio Gemini North situato sulla cima del Mauna Kea, Hawaii — prova che la Cometa C/2025 K1 (ATLAS), un vagabondo puro proveniente dal lontano Cloud di Oort, si sta drammaticamente distruggendo. Questo intruso ghiacciato ha coraggiosamente sopravvissuto al suo incontro ravvicinato e rovente con il Sole l'8 ottobre 2025, ma la combinazione incessante di calore torrido, stress mareali e vento solare impetuoso ha finalmente frantumato il suo fragile nucleo a forma di macerie — un mix di ghiaccio antico, polvere e roccia tenuto insieme in modo approssimativo, rimasto dalla nascita caotica del Sistema Solare. La magia del time-lapse affiancata dell'11 novembre e del 6 dicembre 2025 rivela l'evoluzione straziante: ciò che è iniziato come un singolo nucleo (già fragile) si è frantumato in almeno quattro distinti frammenti luminosi, alcuni ora che si allontanano di migliaia di chilometri. Questi pezzi pulsano e lampeggiano in modo indipendente — illuminandosi, affievolendosi, spostandosi — mentre rilasciano materiale e svaniscono lentamente nel vuoto. Ancora più sorprendente: la caratteristica chioma verde smeraldo della cometa (causata dal carbonio diatomico luminoso, C₂) ha ceduto a una tonalità dorata più calda, segnalando che quelle molecole di carbonio volatili si sono per lo più evaporate o sono state esaurite nel caos della rottura. Non si tratta solo di fuochi d'artificio cosmici — è una rara dissezione in prima fila di uno degli oggetti più antichi e intatti del nostro Sistema Solare. Mentre i frammenti si disintegrano sotto il bagliore del Sole, espongono i loro strati interni, dando agli scienziati uno sguardo in tempo reale nei blocchi costitutivi primitivi che hanno formato i pianeti 4,6 miliardi di anni fa. Lo spettacolo non durerà per sempre. Già in rapido affievolimento (fluttuando attorno alla magnitudine 14 all'inizio del 2026), questi pezzi continueranno a sgretolarsi, disperdere la loro polvere e gas, e infine svanire nell'oscurità — forse alcuni espulsi completamente dal Sistema Solare su percorsi iperbolici. Catturati in dettagli squisiti dal Gemini North da 8,1 metri (parte dell'Osservatorio Internazionale Gemini, gestito da NSF NOIRLab), queste immagini trasformano una morte silenziosa in una lezione spettacolare sulla fragilità e la violenza nel profondo gelo dello spazio. Un promemoria: anche le comete — quelle fantasmagoriche "palle di neve sporche" — incontrano fini drammatici quando osano danzare troppo vicino alla nostra stella. Fonte: NSF NOIRLab / Osservatorio Internazionale Gemini.