Non si può negare che questo periodo sia un momento di grande successo per Trump. Dopo aver effettuato un blitz in Venezuela per catturare Maduro, ha dimostrato con successo il ruolo degli Stati Uniti come "poliziotto del mondo". Come presidente esperto nella "teoria della vittoria germanica", seguendo il principio che se non perde è già una vittoria, ora che ha la possibilità di catturare Maduro, non avrà più occasioni per "vantarsi"? Sebbene chi è esperto sappia che questo blitz ha molte ombre, al di là della strategia di ridimensionamento degli Stati Uniti, il punto cruciale è che Maduro è stato "tradito" dall'interno. Per quanto riguarda Trump, dopo aver brandito la sua clava, ha rapidamente esercitato pressione su Colombia, Cuba e Groenlandia. Chi conosce Trump sa bene che l'attacco è solo una scusa, il vero obiettivo è comprare la Groenlandia o far sì che la Groenlandia diventi un suo satellite. A mio avviso, più si grida all'attacco, meno si attacca realmente; la vittoria del blitz in Venezuela è stata possibile grazie a una combinazione di fattori favorevoli. In un altro contesto, Trump non oserebbe scommettere, pensando che l'attuale tolleranza degli Stati Uniti non sia molto alta. Qualsiasi errore potrebbe far perdere la faccia a Trump o addirittura far cadere le forze armate americane in qualche pantano geopolitico.