🇮🇷 LE STRADE DI SARI SI TRASFORMANO IN UN CAMPO DI BATTAGLIA MENTRE GLI IRANIANI SFIDANO IL REGIME A Sari, che è il cuore della provincia di Mazandaran lungo il Mar Caspio, l'insurrezione contro il regime islamista dell'Iran ha raggiunto un punto di ebollizione. Le folle hanno invaso le strade vicino a Piazza Sa'at, prendendo il controllo dalle forze di sicurezza, rovesciando i veicoli del regime, appiccando fuoco alle barricate e intonando inni patriottici come "Ey Iran" per riappropriarsi dell'identità nazionale dalla teocrazia. Questo segna il nono giorno di proteste che sono scoppiate il 28 dicembre a causa dell'inflazione alle stelle, dei blackout energetici e della disperazione economica. Il fuoco si è diffuso in dozzine di città, nei quartieri di Teheran come Narmak e Naziabad, a Fars, Semnan, Ilam, Lorestan e oltre, dove la gente grida "Morte a Khamenei" e agita slogan pro-monarchia a sostegno di Reza Pahlavi. Le forze di sicurezza hanno risposto con gas lacrimogeni, arresti di massa e proiettili veri nelle zone rurali. Diversi manifestanti sono morti (il conteggio esatto è contestato, le stime sono intorno a 20 a livello nazionale). Il regime incolpa l'"interferenza" di Stati Uniti e Israele; il presidente Pezeshkian ammette la sofferenza economica ma non riesce a fermare la repressione. Non c'è un singolo leader a guidarlo, solo rabbia grezza e decentralizzata. Fonte: @visegrad24 , IranInternational